• Chi Siamo
  • Contatti
  • Privacy Policy
Tech News, Magazine & Review WordPress Theme 2017
  • Primo Piano
  • Cronaca Italiana
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Politica
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Primo Piano
  • Cronaca Italiana
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Politica
Politica Italia
Nessun risultato
Vedi tutti i risultati

Consulta o Tar, le possibili strade per i ricorsi

di Politica Italia - Redazione
08/02/2026
in Politica, Primo Piano
Tempo di lettura: 2 minuti
Consulta o Tar, le possibili strade per i ricorsi

Dopo la decisione del Consiglio dei ministri di modificare il quesito del referendum sulla Giustizia, ma non la data, restano altre opzioni per i 15 giuristi promotori della raccolta di cinquecentomila firme per l’indizione della consultazione. Nel caso in cui il Comitato optasse per una nuova istanza che faccia ripartire da oggi i termini di cinquanta giorni per la campagna referendaria, le due strade percorribili sono il ricorso al Tar o alla Corte costituzionale contro la delibera del governo.
    I cosiddetti ‘volenterosi’ riferiscono che “solo lunedì prossimo sarà presa una decisione” ma nel frattempo spiegano: “prendiamo atto” della scelta del Cdm che “rappresenta una forzatura”. Nel caso di un’istanza, diventa fondamentale l’elemento della raccolta di cinquecentomila firme, che rappresenta un potere popolare capace di consente ai cittadini di opporsi a decisioni governative: si tratta quindi di uno strumento con cui il popolo esercita in forma diretta la propria sovranità, di fatto un potere dello Stato che influenza un altro potere dello Stato. Per questo, l’alternativa più facilmente percorribile – e secondo diversi esperti la più conveniente – sarebbe il ricorso alla Corte costituzionale, sollevando la questione del conflitto di attribuzione tra poteri dello Stato.
    Se questo tipo di ricorso dovesse venire accolto, potrebbe produrre uno slittamento del referendum. Trattandosi di un tema considerato poco complicato ma sicuramente urgente, i giudici costituzionali potrebbero decidere di dare una ‘corsia preferenziale’ al provvedimento e pronunciarsi in poco tempo.     Un ricorso al Tar, invece, significherebbe impugnare l’ultimo provvedimento del governo per illegittimità. Potrebbe essere richiesta una sospensiva del decreto integrativo appena approvato dal Cdm, ma resterebbe il decreto governativo di gennaio, che fissa la data al 22 e 23 marzo. Inoltre questa richiesta rischierebbe di entrare in conflitto con l’ordinanza della Cassazione, che ha poi determinato il provvedimento del governo. La decisione del Tar sarebbe poi appellabile al Consiglio di Stato. La via del ricorso al tribunale amministrativo appare come quella più difficilmente percorribile, con tempi più lunghi, in cui un’eventuale sospensiva non apporterebbe alcuna ulteriore modifica sostanziale.    

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Articoli Correlati

Politica

Giustizia, Antonio Mura nuovo capo di gabinetto al posto di Bartolozzi

27/03/2026
Politica

Gasparri lascia la guida dei senatori di Forza Italia, al suo posto Stefania Craxi

27/03/2026
Politica

Sabato a Roma il corteo contro la guerra: timore di scontri, Capitale blindata

27/03/2026
Politica

A Meloni l’interim del Turismo: Mattarella ha firmato il decreto

27/03/2026
Succ.
Si dimette il sindaco a Messina, al voto anticipato di un anno

Si dimette il sindaco a Messina, al voto anticipato di un anno

Politica Italia

© 2023 Politica-Italia.it

Naviga in

  • Primo Piano
  • Cronaca Italiana
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Politica

Nessun risultato
Vedi tutti i risultati
  • Primo Piano
  • Cronaca Italiana
  • Economia Italiana
  • Esteri
  • Finanza
  • Politica

© 2023 Politica-Italia.it