Il governo cileno non ha
ancora archiviato il controverso progetto di cavo sottomarino
“Chile-China Express”, promosso con la Cina, nonostante i
crescenti dubbi sulla sicurezza strategica dell’infrastruttura.
A confermarlo alla Camera dei deputati è stato il ministro degli
Esteri Francisco Pérez Mackenna, secondo cui l’iniziativa resta
“in valutazione” anche dopo l’annullamento interno, a gennaio,
del decreto di concessione.
Il capo della diplomazia scelto dal presidente José Antonio
Kast ha però chiarito che l’esecutivo di destra guarda con
maggiore favore al progetto alternativo “Cable Humboldt”,
sviluppato insieme a Google, Desarrollo País e alla Polinesia
francese, che collegherà Valparaíso a Sydney passando per Tahiti
e che dovrebbe entrare in funzione nel 2027.
Per Santiago, ha spiegato Pérez Mackenna, si tratta
dell’opzione che meglio tutela la “sovranità tecnologica” del
Paese. Il ministro, riferisce La Tercera, ha inoltre rivendicato
una linea di equilibrio tra Washington e Pechino, escludendo che
il Cile debba scegliere tra le due potenze e ribadendo
l’obiettivo di restare un “partner affidabile” per tutti.
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