Le esportazioni petrolifere del
Venezuela hanno raggiunto a marzo il livello più alto dal 2019,
superando 1,09 milioni di barili al giorno, spinte soprattutto
dal boom della domanda indiana. Secondo dati di tracciamento
marittimo e fonti del settore, le raffinerie indiane hanno
quadruplicato gli acquisti rispetto ai mesi precedenti,
assorbendo lo spazio lasciato dalla Cina e diventando il primo
sbocco per il greggio venezuelano.
Le principali compagnie di Nuova Delhi, tra cui Reliance,
Hindustan Petroleum e Indian Oil, riporta Bloomberg, hanno
portato gli acquisti a circa 343 mila barili al giorno. A
sostenere il balzo hanno contribuito anche i diluenti importati,
essenziali per trattare il greggio extra-pesante venezuelano, e
il ruolo di trader come Vitol, Trafigura e Chevron. Intanto
Caracas ha riattivato anche i depositi nei Caraibi, con quasi 18
milioni di barili trasferiti quest’anno tra Bahamas, Curaçao e
Santa Lucia, in un mercato energetico globale sempre più
ridefinito dalle tensioni geopolitiche.
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