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Bossi: a Natale l’ultima card con l’acquerello per gli auguri, una tradizione durata 30 anni

di Politica Italia - Redazione
21/03/2026
in Politica, Primo Piano
Tempo di lettura: 1 minuti

Ha fatto in tempo, Umberto Bossi a ‘firmare’ lo scorso Natale, la sua trentesima card di auguri, che immancabilmente, dal 1995, il Senatur, inviava agli amici, ad amministratori, politici, leghisti della prima ora e tanti militanti per festeggiare la natività. Scegliendo di volta in volta, un acquarello evocativo, con una frase spesso scritta di suo pugno. Il fondatore della Lega, scomparso ieri a Varese, aveva scritto per il 2025, col pennarello verde: “Tutti insieme alla più grande festa del mondo. Auguri Umberto Bossi”. Un inno all’unità e all’inclusione richiamati nell’opera raffigurata, riproduzione quest’anno dell’Adorazione dei Magi di Michelino da Besozzo, pittore lombardo del XIV secolo, conservata presso la Biblioteca Comunale di Avignone. Un dipinto ricco, quasi affollato: oltre alla sacra famiglia e ai re Magi che portano doni, sono presenti molti pastori e animali, alcuni di natura esotica come la giraffa, un tratto caratteristico del gotico.

Negli anni, a comparire nei bigliettini di auguri, si trovano più volte i luoghi iconici della Lega di Bossi, come Pontida e la sua abbazia, nota anche come monastero di San Giacomo Maggiore, quella dove domenica si svolgerà il rito funebre del fondatore della Lega. A Natale 2004, nove mesi dopo l’ictus che lo colpì, il fondatore della Lega scelse per Natale Alberto da Giussano, il guerriero al centro del logo della Lega, che si inchina di fronte a Gesù bambino davanti all’abbazia di Pontida. Nel 2021, ancora, la natività era sistemata proprio sotto quell’Abbazia: “Dalle macerie si può nascere se c’è amore”, fu la chiosa di quell’anno.

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