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Borse di studio per donne vittime di violenza: il progetto “Ricomincio da me”

di Politica Italia - Redazione
12/03/2026
in Cronaca Italiana
Tempo di lettura: 4 minuti
Borse di studio per donne vittime di violenza: il progetto “Ricomincio da me” dell’Università Marconi sostiene autonomia e formazione.

Borse di studio per donne vittime di violenza: il progetto “Ricomincio da me” dell’Università Marconi sostiene autonomia e formazione.

All’Università Guglielmo Marconi nasce il protocollo con Fondazione Doppia Difesa: formazione e autonomia per chi vuole ricostruire la propria vita.

Borse di studio per donne vittime di violenza: nasce “Ricomincio da me”

Le borse di studio per donne vittime di violenza diventano uno strumento concreto di ripartenza grazie al protocollo “Ricomincio da me”, presentato all’Università degli Studi Guglielmo Marconi. L’iniziativa punta a promuovere prevenzione, tutela delle vittime e percorsi di autonomia attraverso la formazione universitaria.

Il progetto è stato illustrato durante l’incontro “Violenza di genere, tutela delle vittime, prevenzione e percorsi di sostegno”, organizzato con la Fondazione Doppia Difesa Onlus nell’ambito delle iniziative dedicate alla Giornata Internazionale della Donna.

L’obiettivo è chiaro: offrire alle donne che hanno subito abusi la possibilità di ricostruire il proprio percorso di vita attraverso lo studio e l’accesso a nuove opportunità professionali.

Come funzionano le borse di studio per donne vittime di violenza

Il protocollo prevede l’assegnazione di borse di studio universitarie per vittime di violenza destinate a corsi di laurea e master. Le beneficiarie sono donne seguite dalla Fondazione Doppia Difesa nei percorsi di assistenza legale e psicologica.

Attraverso questo sostegno formativo, il progetto intende favorire l’indipendenza economica e l’inclusione sociale. Infatti, molte vittime faticano a uscire da relazioni abusive proprio a causa della dipendenza economica.

Per questo motivo l’accesso allo studio diventa uno strumento concreto di emancipazione. Inoltre, consente alle partecipanti di sviluppare competenze professionali utili per il reinserimento nel mondo del lavoro.

L’impegno dell’Università Marconi nella formazione

Ad aprire l’incontro sono stati i saluti istituzionali di Marco Belli, Direttore Generale Vicario di UniMarconi. Il dirigente ha sottolineato il valore sociale dell’iniziativa e il ruolo dell’università nel sostenere percorsi di rinascita.

L’accesso alla formazione, infatti, rappresenta un passaggio decisivo per chi vuole ricostruire la propria autonomia dopo esperienze di violenza.

Il confronto è stato moderato dal giornalista Massimo Martinelli. Durante il dibattito si è discusso del fenomeno della violenza di genere e delle strategie necessarie per contrastarlo.

Violenza domestica e prevenzione nei contesti educativi

Nel suo intervento l’avvocato Cristina Natale della Fondazione Doppia Difesa ha illustrato l’impegno quotidiano dell’organizzazione nell’assistenza alle vittime.

«La violenza non è solo fisica», è stato ricordato durante l’incontro. «Può essere psicologica ed economica e spesso si consuma all’interno delle mura domestiche».

Negli ultimi anni il fenomeno coinvolge sempre più spesso anche ragazze molto giovani e studentesse. Proprio per questo motivo diventa fondamentale rafforzare prevenzione e informazione nei contesti educativi.

Università e scuole, infatti, possono svolgere un ruolo decisivo nella sensibilizzazione e nella diffusione di strumenti di tutela.

La testimonianza di Assunta Maiorano

Il momento più intenso dell’incontro è stato la testimonianza di Assunta Maiorano. Oggi è iscritta al corso di laurea in Ingegneria grazie a una delle borse di studio per donne vittime di violenza previste dal progetto.

La sua esperienza racconta concretamente il senso dell’iniziativa.

«Ricomincio da me – ha spiegato – è un esempio concreto di come il sostegno possa trasformarsi in una reale opportunità di futuro».

Il percorso universitario diventa quindi uno strumento di rinascita personale e professionale.

Prevenzione, giustizia e sostegno alle vittime

Durante l’incontro sono intervenuti anche Francesco Urraro, Vice Presidente del Consiglio di Presidenza del Consiglio di Stato, la psicologa Grazia Stocchino della Fondazione Doppia Difesa e il pubblico ministero Maria Perna.

Gli interventi hanno approfondito il tema degli strumenti di tutela e delle politiche di prevenzione. Tuttavia, è stato evidenziato anche il peso della dimensione culturale della violenza di genere.

È stato inoltre ricordato che la violenza domestica spesso coinvolge anche i minori che assistono agli episodi di abuso. Le conseguenze psicologiche possono essere profonde e durature.

A chiudere l’incontro è stata la donazione dell’opera “Loud”, realizzata dall’interior designer e artista Giorgiana Velluti. Una sedia simbolica dedicata alla memoria delle vittime di violenza.

L’iniziativa rafforza il messaggio del progetto: la formazione può diventare uno strumento reale di rinascita e autonomia.

Tags: borse di studiodiritti delle donnefondazione doppia difesauniversità marconiviolenza di genere

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