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Metano e riduzione emissioni: potenziali implicazioni su finanza e investimenti

di Politica Italia - Redazione
08/02/2026
in Economia Italiana
Tempo di lettura: 4 minuti
Metano e riduzione emissioni:  potenziali implicazioni su finanza e investimenti

j dopo la comunicazione iniziale della Commissione Europea in materia, il regolamento UE sul metano è finalmente entrato in vigore il 4 agosto 2024. Si tratta del primo standard giuridicamente vincolante al mondo volto a ridurre le emissioni di metano, con un’attenzione particolare al settore energetico (petrolio greggio, gas naturale e carbone). Lo sottolinea David Barker, Investment Manager European Equities di GAM che riconosce l’importanza della politica come pilastro a sostegno di una transizione equa verso un’economia più sostenibile. La definizione delle politiche relative all’azione per il clima si è storicamente concentrata in modo massiccio sulle emissioni di anidride carbonica, mentre il regolamento UE sul metano segna un passo importante verso la riduzione delle emissioni di gas serra in modi nuovi.
Metano contro CO2: quando il potere di intrappolare il calore rivaleggia con la persistenza
L’attenzione centrale sulle emissioni di anidride carbonica (CO2) nelle normative sul clima deriva dalle grandi quantità emesse e, soprattutto, dal fatto che la CO2 persiste nell’atmosfera per secoli o addirittura millenni. Tuttavia, l’attenzione si sta spostando sempre più sul metano. Sebbene il metano rimanga nell’atmosfera solo per 7-12 anni1, ha un potenziale di riscaldamento globale molto più elevato: in un periodo di 20 anni, intrappola circa 84 volte più calore della CO22. Ciò che, a nostro avviso, rende la riduzione delle emissioni di metano così interessante dal punto di vista degli investimenti è la combinazione opportuna di urgenza ambientale, potenziale di redditività e soluzioni pratiche. Secondo le stime del Programma delle Nazioni Unite per l’ambiente (UNEP) e della Coalizione per il clima e l’aria pulita (CCAC), una riduzione del 45% delle emissioni di metano entro il 2030, basata su misure in linea con gli Obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, potrebbe evitare fino a 0,3 °C di riscaldamento globale entro il 20453.
Quali sono le potenziali implicazioni finanziarie rilevanti?
Le aziende che non saranno preparate potrebbero andare incontro a sanzioni finanziarie o addirittura all’esclusione dal mercato, soprattutto perché il metano sta diventando una priorità legale e politica sempre più importante. Per le aziende che emettono metano disposte a investire nelle giuste tecnologie di riduzione, è possibile evitare gli sprechi, il che potrebbe portare a un aumento dei ricavi, ed evitare le potenziali implicazioni finanziarie della non conformità. Con una forte enfasi da parte della normativa sul potenziamento delle infrastrutture, sul rilevamento e sulla riduzione delle emissioni alla fonte, potrebbero esserci anche opportunità a monte per gli investitori. Ad esempio, Rotork svolge un ruolo sempre più importante nella riduzione delle emissioni di metano sostituendo i tradizionali attuatori pneumatici alimentati a gas, che rilasciano metano durante il funzionamento, con attuatori elettrici che eliminano questa perdita. Questo cambiamento supporta gli obiettivi di decarbonizzazione dei clienti e la conformità normativa, creando al contempo un nuovo mercato in crescita per Rotork.
ABB sviluppa sensori e analizzatori avanzati utilizzati per rilevare le fughe di metano dai pozzi di petrolio e gas e dalle condutture, aiutando gli operatori a localizzare e riparare rapidamente le emissioni fuggitive. Honeywell produce sistemi di rilevamento dei gas e controlli di processo che monitorano il metano e altri idrocarburi in ambienti industriali, migliorando la sicurezza e riducendo le emissioni accidentali. Drägerwerk, specialista in attrezzature di sicurezza industriale, fornisce rilevatori di metano portatili e fissi utilizzati nei settori energetico e chimico per prevenire le fughe. Siemens fornisce sistemi di monitoraggio continuo delle emissioni e di analisi del biogas in grado di misurare le concentrazioni di metano, nonché tecnologie di automazione e compressione che riducono le perdite di gas fuggitivo. Insieme, queste aziende consentono alle industrie di rilevare, misurare e prevenire le emissioni di metano, costituendo una parte cruciale degli sforzi globali di decarbonizzazione e conformità normativa.
A valle: come stanno reagendo le grandi compagnie petrolifere?
Le principali compagnie petrolifere concordano sul fatto che il flaring, lo sfiato e le perdite sono questioni fondamentali, anche se alcune mettono in discussione la severità della normativa e il suo impatto sulla competitività globale dell’Europa. Prima dell’entrata in vigore del regolamento UE sul metano, Shell si era già posizionata come sostenitrice della riduzione del metano, raggiungendo un’intensità di metano pari solo allo 0,04%4 (ben al di sotto del suo obiettivo dello 0,2%) e puntando a emissioni di metano vicine allo zero entro il 2030. Il rapporto di sostenibilità 2024 di BP delinea il suo impegno costante nella riduzione delle emissioni di metano, con un obiettivo dello 0,02% entro il 20255. BP sta investendo in infrastrutture di gasdotti, punti di consegna centrali, impianti upstream senza serbatoi e sistemi di compressione dell’aria e del gas azionati elettricamente. Total Energies, sebbene non si sia espressa in merito alla normativa, è emersa, a nostro avviso, come leader nella conformità alle norme sul metano. L’azienda ha concentrato i propri sforzi sul flaring, lo sfiato e il rilevamento in tempo reale in tutti gli impianti a monte, ottenendo una riduzione del 55% delle emissioni di metano in anticipo rispetto al suo obiettivo per il 2025, con l’obiettivo di raggiungere emissioni di metano quasi pari a zero entro il 2030.
ExxonMobil, con sede negli Stati Uniti, ha partecipato allo sviluppo del regolamento e ha ridotto l’intensità di metano del 60% dal 2016, con l’obiettivo di raggiungere il 70-80% entro il 20306. L’azienda definisce pubblicamente la riduzione del metano come un “business intelligente”, sottolineando che “più gas naturale significa più vendite”.
Riteniamo – conclude GAM –  che il regolamento UE sul metano segni una svolta nella governance climatica, abbinando l’urgenza ambientale a soluzioni pratiche e redditizie. Esistono già tecnologie per rilevare, catturare e prevenire le emissioni di metano, e la conformità può favorire l’efficienza e il valore finanziario. Con il suo quadro vincolante, l’UE crea un precedente globale. Nonostante alcune riserve, le principali compagnie petrolifere stanno allineando la conformità alla strategia, poiché il regolamento stimola l’innovazione e definisce la riduzione del metano come un’opportunità sia climatica che commerciale. Con l’attuazione che si svolgerà nei prossimi anni, ci concentriamo ora sui tassi di successo delle misure messe in atto e su come potenzialmente trarne vantaggio dal punto di vista degli investimenti.

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